Secondo questa impostazione, la differenza tra medico e naturopata consisterebbe principalmente nel non formulare diagnosi, nel non prescrivere farmaci, nel non utilizzare determinate parole e nel prestare attenzione a una serie di accorgimenti formali destinati a mantenere l'attività entro i limiti consentiti dalla legge.

Questa idea è talmente diffusa che molte scuole di naturopatia dedicano ampio spazio a spiegare ai propri allievi che cosa si possa o non si possa dire, quali termini utilizzare, quali evitare e come presentare determinate attività senza correre il rischio di essere accusati di svolgere abusivamente una professione sanitaria.

Ma il problema è che questa impostazione parte da un presupposto profondamente sbagliato: essa presuppone, infatti, che la naturopatia e la medicina abbiano sostanzialmente lo stesso obiettivo e che l'unica differenza consista nel fatto che il naturopata non possieda l'abilitazione necessaria per svolgere determinate attività.


In altre parole, secondo questa visione, il naturopata sarebbe una sorta di medico incompleto, un professionista che si occupa quasi delle stesse cose di cui si occupa il medico ma che deve limitarsi ad adottare alcuni accorgimenti per non oltrepassare il confine legale.

È proprio questa concezione che merita di essere messa in discussione.

La naturopatia non nasce per sostituire la medicina

La naturopatia non è nata come una medicina alternativa. Essa è nata nel momento in cui l'interesse per la salute e il benessere in rapporto con l'ambiente che ci circonda ha richiesto di adattare pratiche popolari e tradizionali alle esigenze della vita moderna e ai principi e alle norme del metodo scientifico..
Si deve al Dottor Guido A. Morina e ai suoi collaboratori la nascita e la diffusione del metodo delle Scienze naturopatiche, estranee all'ambito sanitario e rivolte esclusivamente a promuovere salute e benessere attraverso lo sviluppo di conoscenza, consapevolezza, rispetto per l'ambiente e non tramite la sottoposizione passiva a cure e rimedi.

Quindi, la Naturopatia moderna non è nata per sostituire la medicina, non è nata per offrire cure diverse alle stesse malattie, non è nata per consentire a persone prive di formazione medica di fare ciò che fanno i medici utilizzando rimedi differenti.

La naturopatia nasce da una domanda completamente diversa.

Mentre la medicina si interroga principalmente sulle cause delle malattie e sui modi più efficaci per diagnosticarle, curarle o contenerle, la naturopatia si interroga sulle condizioni che favoriscono il benessere, la vitalità, l'equilibrio e la qualità della vita. Si tratta di  due prospettive differenti, non necessariamente in contrasto, ma semplicemente differenti.

Il medico guarda la malattia, il naturopata guarda la persona

Quando una persona si ammala, il medico cerca di comprendere quale patologia sia presente e quale intervento sia più appropriato. Questo è il compito della medicina ed è un compito fondamentale.
Nessuna persona ragionevole potrebbe negare l'importanza della medicina, della chirurgia, della farmacologia o delle moderne tecnologie sanitarie.

Il naturopata, invece, non si occupa della malattia, si occupa della persona.

Non cerca di stabilire quale patologia sia presente, non cerca di scegliere la terapia più adatta, non cerca di sostituirsi al medico. Insomma, non gli interessa assolutamente sostituirsi al medico, rispetta ma non invidia chi è medico, perchè è fiero e consapevole di avere un altro compito, completamente diverso.

La sua attenzione è rivolta ad altri aspetti: lo stile di vita, l'alimentazione, il rapporto con l'ambiente, la gestione dello stress, la qualità del sonno, la consapevolezza personale, le abitudini quotidiane, il rapporto con il proprio corpo, con le emozioni, con le relazioni e con il significato attribuito alla propria esistenza.

La domanda fondamentale della naturopatia non è:

"Quale malattia deve essere curata?"

La domanda fondamentale della naturopatia è:

"Come può una persona migliorare la qualità della propria vita?"

Una diversa idea di salute

Alla base di questa differenza esiste una diversa concezione della salute.

Nella prospettiva medica la salute viene generalmente considerata come assenza di malattia o come corretto funzionamento dell'organismo.

Nella prospettiva naturopatica la salute viene interpretata come benessere globale, una condizione più ampia che coinvolge contemporaneamente corpo, mente, emozioni, relazioni, ambiente, valori personali e qualità della vita.

Per questo motivo il naturopata può lavorare con persone che non presentano alcuna malattia. Una persona può essere perfettamente sana dal punto di vista medico e desiderare comunque migliorare il proprio benessere, le proprie abitudini, il proprio equilibrio personale o la propria qualità di vita.

È proprio qui che la naturopatia trova il proprio spazio naturale, non una versione ridotta e semplificata della medicina. 

Molte persone, infatti, si avvicinano alla naturopatia perché sono attratte dal mondo della salute. Questo è comprensibile, ma talvolta  si commette un errore: si immagina che il naturopata sia una sorta di medico che utilizza strumenti diversi.
Si cerca una certificazione, un diploma o un riconoscimento che permetta di occuparsi delle stesse problematiche affrontate dai medici senza possedere una laurea in medicina. Ma questa aspettativa nasce da un equivoco.

La naturopatia non rappresenta una scorciatoia per accedere alla professione medica.

Non rappresenta un'alternativa alla medicina.

Non rappresenta una forma semplificata di attività sanitaria.

Chi sceglie la naturopatia perché desidera fare il medico senza esserlo rischia inevitabilmente di rimanere deluso.

Chi sceglie la naturopatia perché condivide una particolare visione del benessere e della vita trova invece un percorso coerente con i propri valori.

Una scelta filosofica prima ancora che professionale

La differenza più profonda tra medicina e naturopatia non riguarda quindi gli strumenti utilizzati.

Non riguarda il fatto che si utilizzino farmaci o rimedi naturali.

Non riguarda il fatto che si scrivano o meno prescrizioni.

Non riguarda il linguaggio utilizzato.

Riguarda il modo in cui si concepisce e si interpreta il significato dell'essere umano.

Il naturopata non rinuncia a fare il medico perché teme conseguenze legali.

Non fa il medico perché non desidera fare il medico.

Ha scelto un'altra strada.

Ha scelto di dedicarsi alla promozione del benessere piuttosto che alla cura delle malattie.

Ha scelto di concentrarsi sulle risorse della persona piuttosto che sulle sue patologie.

Ha scelto di favorire consapevolezza, responsabilità personale e miglioramento dello stile di vita piuttosto che intervenire attraverso strumenti diagnostici e terapeutici.

Per questo motivo il naturopata non ha bisogno di espedienti, stratagemmi o artifici per distinguersi dal medico.

La distinzione esiste già alla radice.

Esiste negli obiettivi.

Esiste nel metodo.

Esiste nella formazione.

Esiste nella filosofia di vita.

La naturopatia come professione del benessere

Quando viene compresa nella sua autentica natura, la naturopatia non appare più come una medicina incompleta né come una medicina alternativa. Appare per ciò che realmente è: una professione autonoma dedicata alla promozione del benessere, della qualità della vita e della consapevolezza personale.

La medicina si occupa delle malattie.

La naturopatia si occupa delle condizioni che favoriscono il benessere.

La medicina e la naturopatia non sono quindi la stessa attività svolta con strumenti differenti.

Sono attività diverse, fondate su domande diverse, finalità diverse e visioni differenti dell'essere umano.

Ed è proprio questa differenza, prima ancora che giuridica, a costituire il fondamento autentico delle Scienze Naturopatiche. Per questo motivo la Federazione Italiana naturopati riconosce e certifica solo le scuole che, a seguito di attenta verifica, condividano questa impostazione e rispettino principi e criteri fissati dalle Linee Guida europee.