E' successo semplicemente che si è diventati adulti attraverso scelte che la vita ha imposto, e che hanno costretto ogni bambino a diventare un adolescente - con i relativi problemi -  e poi un adulto - con le responsabilità che ne conseguono.
Di conseguenza, la propria vita sociale è cambiata: pian piano la vita ha sciolto quei gruppi vivaci e rumorosi di bambini che giocavano e studiavano insieme, e ha condotto ciascuno di essi verso la strada che la vita stessa ha assegnato loro: c'è chi è andato a lavorare a quindici anni per aiutare la famiglia, chi è andato a studiare all'estero, chi ha scelto di seguire le orme del padre e chi ha ereditato una azienda da gestire. 


E poi qualcuno si è sposato, altri sono rimasti single, uno ha scelto la carriera militare, un'altro la vita religiosa, uno si è messo nei guai con la giustizia per questioni di droga.
Ecco, man mano che si cresce, si scopre che i legami che una volta erano così facili da instaurare e mantenere diventano sempre più fragili e persino insignificanti, perchè con l'esperienza ognuno affina la propria personalità e comincia a compiere scelte drastiche: rifiutare o accettare ciò che da bambino non era neppure motivo di scelta (si faceva, e basta), essere molto più selettivi in tutto, dalla scelta del modo di passare il tempo libero a quella degli amici, e così via. 

E lo studio? Lo studio, per coloro che sono così fortunati da averlo inserito come parte integrante nella loro vita adulta, è anch'esso cambiato radicalmente: non si studia più ciò che il sistema ci costringe a studiare, indirizzandoci verso un tipo di scuola o un certo percorso di studi piuttosto che un'altro, e non si studia più perchè lo vogliono i genitori, perchè altrimenti la maestra ci sgrida, e perchè dobbiamo prendere la licenza di terza media.
Da adulti si studia secondo la modalità andragogica: non si apprende più rivolgendo domande ai genitori (papà, che cosa è il sesso?) e agli insegnanti (signora maestra, mi spiega cos'è la teoria dell'evoluzione?), perchè da adulti ci si è formati una cultura di base e si è imparato a usare strumenti di accesso alla conoscenza (libri, internet, studi accademici) grazie ai quali il modo principale di apprendere non passa più attraverso le domande rivolte a coloro che sembrano saperne di più, ma scegliendo dove attingere la conoscenza da varie fonti, tra cui individuare la più appropriata ai propri interessi.
Non si studia più in compagnia, in classe, la stessa materia e la stessa lezione nello stesso modo e con gli stessi tempi degli altri, ma si studia da soli, sfruttando il tempo che si ha a disposizione,  la propria cultura, le risorse cognitive e l'esperienza maturata, dando la preferenza a ciò che ogni adulto ritiene utile per la sua formazione, non a quello che gli altri ritengono necessario per la nostra educazione. 

Questo è il motivo per cui insistiamo nel proporre percorsi di formazione i quali, destinati agli adulti, richiedono maturità, cultura e padronanza di strumenti culturali, spirito e intelligenza critica e aperta, e che ognuno frequenta da solo (con l'assistenza, non con l'accudimento costante di un tutor) nei modi, nei tempi e con gli approfondimenti che ogni allievo adulto riterrà in coscienza di voler effettuare. 

E poi, le nostre scuole formano professionisti il cui compito è di insegnare a loro volta agli altri a migliorare la qualità della loro vita facendo affidamento sulle loro risorse, non su quelle degli altri.
Se volete diventare professionisti della salute, counselor o naturopati,  e avete bisogno di essere accuditi passo per passo, che altri decidano il vostro percorso di studi e che rispondano alle vostre domande al posto vostro, come potete pensare di aiutare davvero il prossimo, se siete voi ad aver ancora bisogno di aiuto come bambini?

Ecco perché materie così evolute sul piano culturale come la Psicobiologia e le Scienze naturopatiche non possono essere insegnate in modalità pedagogica a una classe di scolari che pongono domande, ma in modalità andragogica, rispettando l'ndividualità e la personalità già ben formate di ogni allievo adulto. Il quale, se è tale, non ha bisogno di essere accudito come uno scolaretto, ma di essere guidato e assistito solo in caso di difficoltà, lungo un percorso che esso stesso ha scelto e che esso stesso deve seguire con impegno e responsabilità del tutto personali.