Lasciamo volentieri questo compito (che consiste fondamentalmente nel leggere la ricetta medica, pesare le erbe prescritte, immetterle dentro un sacchetto e consegnarle al cliente, o preparare altri prodotti, sempre come semplici operatori alle dipendenze del medico) ai laureati in scienze erboristiche i quali lo ritengono, a quanto pare, così qualificante e prestigioso.


A noi interessa informare le persone che intendono migliorare la qualità della loro vita sul fatto che le erbe medicinali devono essere prescritte dal medico, che il loro utilizzo fai da te è pericoloso, che molte di esse sono tossiche e che il loro utilizzo secondo l’indirizzo naturopatico è  legato al concetto di tropismo in dosi non terapeutiche: non  quello di assumerle come rimedio a patologie secondo una posologia che ne garantisca l’effetto terapeutico, ma solo allo scopo di prendersi cura del proprio benessere. Tutto ciò, nel quadro di una consulenza globale sulla salute della persona intesa in senso biopsicosociale, sulla base di competenze che solo le nostre scuole forniscono e che non fa parte della formazione accademica dei farmacisti.