A distanza di ormai un secolo e mezzo dalla sua "scoperta" ad opera di un oscuro medico ungherese, l'iridologia resta una disciplina di cui non si conosce l'utilità pratica.
Intesa come semplice osservazione dell'iride, essa può essere paragonata a una attività ricreativa simile al bird watching, per esempio, ossia una di quelle attività che si svolgono per il puro semplice piacere di osservare caratteristiche della realtà molto specifiche e interessanti per la loro varietà e suggestività di manifestazione.
Il fatto è che la pratica dell'iridologia è invece da sempre inserita all'interno di quella naturopatica, ossia di una attività che pretenderebbe di essere qualificata come "professionale", per cui sorge spontaneo chiedersi a quale scopo professionale  e non ricreativo essa dovrebbe essere utilizzata.

La ricerca di Google la definisce un "metodo diagnostico fondato sull'esame dell'iride" e, in effetti, il tentativo di trarre informazioni sullo stato di malattia del corpo tramite l'osservazione dell'iride è una pratica psendomedica diffusa da sempre , in molte, se non tutte le civiltà.

Un medico chirurgo, già segnalato all'ordine dei medici, proclama senza pudore e con straordinaria ignoranza, violando principi e regole della sua professione, che: "La visita operata dalla dottoressa è in grado di prevenire determinate patologie attraverso lo studio dell'iride". Purtroppo, non esiste alcun dato scientifico che dimostri l'affidabilità di questa tecnica a titolo preventivo, se non la solita aneddotica non verificabile e inutile dal punto di vista scientifico, con la quale si proclamano risultanti eclatanti e sorprendenti, ma mai verificabili.


Su questo tenore interpretativo si muovono più o meno tutte le definizioni dell'iridologia, variamente descritta, al di là delle solite formulazioni vaghe, come un metodo per la valutazione dello stato di salute del corpo e della mente. Poiché tale valutazione è prerogativa del medico, sembrerebbe potersi concludere che si tratti di pratica pseudo medica, comunque rivolta alla diagnosi, di competenza medica seppur totalmente priva di efficacia e di affidabilità clinicamente e scientificamente dimostrata.

Il fatto è che, a parte casi rari come quelli della dr.ssa in questione, l'iridologia è considerata una tipica tecnica utilizzata nello svolgimento dell'attività del naturopata il quale, non essendo medico nella maggior parte dei casi, è costretto a negare il suo utilizzo in chiave diagnostica.

Ma allora, se i naturopati rifiutano di considerarla come un metodo diagnostico, a cosa serve?

Secondo altri, personaggi peraltro privi di qualsiasi credibilità, non solo a livello di letteratura scientifica, : "L'esame iridologico ha lo scopo di cogliere squilibri, sovraccarichi tossinici ed ereditarietà".  Insomma, non si fa riferimento a patologie. Ma è proprio così?

Analizziamo con attenzione questa affermazione. Prima di tutto, ci si chiede a quale scopo una persona dovrebbe pagare per sottoporsi a questa lettura dell'iride: semplice curiosità, amore per le novità, passatempo? Ci sembra molto improbabile. Più plausibile potrebbe essere l'ipotesi che la persona si sottoponga a questo esame per ricavare informazioni utili, probabilmente per la propria salute. Queste informazioni, tuttavia, non sono legate a una semplice osservazione della persona, ma a una specifica analisi di una parte di essa, l'iride. Viene naturalmente da pensare che nei segni di essa siano presenti caratteristiche che possano ricondurre, con affidabilità, a una analisi oggettiva del suo stato di salute. Ebbene, questo collegamento non esiste, né in senso oggettivo, né tantomeno in altro senso conforme a quella che è l'osservazione scientifica di un fenomeno.

Squilibri: il termine è totalmente privo di significato, in quanto non riconduce ad alcun dato oggettivo e verificabile. Se lo squilibrio è qualcosa di diverso da una alterazione dello stato di salute (di competenza medica) occorrerebbe fornire una definizione del significato del termine che non coincida con "alterazione dello stato di salute" e, specialmente, che sia possibile misurare il livello di tale squilibrio, rispetto a parametri scientificamente verificabili e condivisi. Se lo squilibrio è alterazione dello stato di salute, si tratta di abuso della professione medico-diagnostica.

Sovraccarichi tossinici: trattandosi di tossine ci si trova a pretendere di analizzare elementi di diagnosi di competenza medica. Naturalmente, nulla impedisce a chiunque di rilevarli, con qualunque mezzo, ma non si comprende a quale scopo. A nessuno interessa conoscere il proprio sovraccarico tossinico se non perché preoccupato per la propria salute. Quindi, la rilevazione di tale sovraccarico dovrebbe essere effettuata tramite una misurazione oggettiva, specificando il tipo di tossine, coinvolte nel sovraccarico, specificando quale sia la soglia oltre la quale esso si determina e poi, necessariamente, sottoponendo tali dati alla verifica del medico, unico professionista abilitato a monitorare il sovraccarico tossinico delle persone.
Ma perché mai tale analisi dovrebbe essere condotta tramite l'iridoscopio, e non gli strumenti oramai molto più sofisticati di cui dispone la scienza medica? Forse che tale sovraccarico e tali tossine sono qualche cosa che la scienza non è in grado di comprendere, di conoscere e di rilevare? Ma allora, che lo si dichiari apertamente e, specialmente, si metta chiunque in condizione di conoscere in che cosa esso consista.

Ereditarietà: lo studio dell'ereditarietà è competenza biomedica, non certo naturopatica. Se si osserva l'iride per osservare che colore e caratteristiche di essa richiamino quelle di un parente o un antenato, la osservazione è piuttosto banale, in quanto ognuno di noi sa perfettamente di avere ereditato colore e caratteristiche dell'iride dai suoi genitori, per via ereditaria, appunto.
Ma allora, che cosa si intende per ereditarietà, è perché mai potrebbe essere utile pagare un iridologo per conoscere la sua manifestazione sull'iride? Non ci sembra possibile altra risposta se non quella che riconduce, ancora una volta, tale interesse e scopo nella ricerca di fattori ereditari legati a patologie o alterazioni dello stato di salute, salvo che l'iridologo non possa cogliere, per esempio, l'ereditarietà relativa alla capacità della persona di essere estroverso, o abile nei lavori manuali, o predisposto al salto in alto, il che escluderebbe l'abuso di professione medica. Ma non ci pare che questo sia lo scopo dell'analisi iridologica.

Quindi, ricordiamo ancora una volta come  la sottoposizione a diagnosi o cure presentate come scientifiche, ma prive di fondamento scientifico, integra diverse fattispecie di ipotesi  di reato e di violazioni che vanno da sanzioni amministrative a conseguenze penali.

Pubblicità ingannevole: gli apparecchi in questione non hanno alcun fondamento scientifico e non possono misurare condizioni che la scienza non può misurare, come il sovraccarico tossinico o l'ereditarietà.

Truffa: quando si induce una persona, con artifici e raggiri a un esborso prospettando risultati o effetti che non possono essere dimostrati.

Abuso della credulità popolare: quando, anche in concomitanza con l'ipotesi di associazione a delinquere, si induca a credere in effetti che non è possibile dimostrare, se non con dati ingannevoli.

Abuso della professione medica: quando la sottoposizione all'azione di queste apparecchiature sia rivolta ad offrire una forma di diagnosi o di cura o anche di semplice valutazione dello stato di salute, valutazione che è di competenza esclusivamente medica.

Lasciamo quindi alla dr.ssa citata la responsabilità, principalmente morale, di credere in una tecnica priva di qualsiasi fondamento scientifico, dal momento che l'Ordine dei Medici, come noto, non vigila e non reprime con la dovuta attenzione comportamenti a nostro parere contrari non solo alla deontologia professionale, ma al rispetto per il prossimo.

Raccomandiamo soltanto ai nostri soci di non cadere nelle trappole con cui si presentano scorciatoie diagnostiche o possibilità predittive di patologie, e di rivolgersi a medici qualificati, non essendo sufficiente la  loro appartenenza all'Albo dei medici.

Quanto ai naturopati, attendiamo, come sempre, smentite e argomentazioni scientifiche relative alle nostre affermazioni, le quali, come sempre, non verranno, a dimostrazione della povertà culturale e intellettuale della categoria.