Arnigel Boiron: pensiamo di fare cosa gradita ai nostri soci informandoli sulle caratteristiche terapeutiche, l'efficacia e gli effetti indesiderati che derivano dall'acquisto e dall'uso di Arnigel Boiron,  definito dalla azienda produttrice un "medicinale omeopatico senza indicazioni terapeutiche approvate".

Ci si trova di fronte, cioè, a un medicinale, il cui scopo dovrebbe essere quello di curare patologie, ma che, in questo caso, non si sa a cosa possa servire. La formula di Arnigel Boiron: "privo di indicazioni terapeutiche approvate" è imposta dalla legge italiana a tutti i medicinali omeopatici proprio perché essi non hanno mai potuto fornire, a seguito di perimentazione e di verifica circa l'efficacia, utilità e l'assenza di effetti collaterali dei rimedi,  le stesse garanzie offerte dai farmaci tradizionali.

Tuttavia, se leggiamo quale sia la composizione di questo "medicinale omeopatico", si scopre che oltre al gel e a eccipienti, privi anch'essi di valore terapeutico, Arnigel Boiron contiene tintura madre di arnica montana al 7%.

Arnica montana è un fiore ben noto nella tradizione erboristica, fitoterapica, farmacologica e farmacognosica, per le sue proprietà antinfiammatorie, utilizzato dalla medicina allopatica per la cura di disturbi e dolore alle articolazioni. 

La tintura madre di arnica montana, quindi, è un prodotto fitoterapico, allopatico, che agisce tradizionalmente secondo il principio del contrario (ossia va ad agire su una infiammazione attraverso il suo intrinseco effetto antinfiammatorio) e quindi è un rimedio che non ha nulla a che fare con l'omeopatia, la quale, come noto, agirebbe attraverso il principio contrario del simile.

Non occorre nient'altro che un minimo di buon senso per comprendere come, senza ombra di dubbio, il gel in questione è un farmaco tradizionale, allopatico, a tutti gli effetti, come tutti gli altri, e non un "medicinale omeopatico". Perché qualificarlo in questo modo?

Prima di tutto perché tale qualificazione evita all'azienda produttrice di sottoporre il suo farmaco alle costose, lunghe e rigorose procedure che la legge impone a tutte le aziende di produzione di farmaci affinché questi possono essere immessi legittimamente sul mercato. Il risparmio, da parte delle aziende omeopatiche, in questo senso, è enorme, a fronte del solo svantaggio di dover qualificare il loro medicinale, in quanto omeopatico, come privo di indicazioni terapeutiche approvate.

Ma questo svantaggio viene annullato dal fatto di poter indurre nei consumatori l'illusoria credenza che i farmaci omeopatici facciano sempre bene, siano sempre utili e, specialmente, siano sempre innocui. Il che non è vero perché, come in questo caso, essi sono spesso in realtà dei farmaci allopatici come tutti gli altri e presentano quindi le stesse controindicazioni e gli stessi effetti collaterali di tutti i farmaci aventi la stessa composizione.

È già molto sorprendente come un consumatore, così attento alle etichette, acquisti un medicinale che dichiara di non aver ricevuto alcuna approvazione circa le sue finalità terapeutiche. 

Quello che è sorprendente, però, è che quasi tutti gli altri  prodotti in circolazione per curare le affezioni delle articolazioni hanno sostanzialmente la stessa composizione e molti di essi, infatti, utilizzano la tintura madre di arnica più o meno nella stessa percentuale. Non qualificandosi come medicinali omeopatici, tuttavia, essi incorrono nel rischio (evidenziato ad arte dai seguaci dell'omeopatia) che il farmaco possa essere in qualche modo dannoso, pericoloso, produttivo di effetti indesiderati. 

Tutto questo, nella fantasia del consumatore, sembrerebbe non riguardare i medicinali omeopatici, i quali tendono così, in mancanza di una loro effettiva utilità ed efficacia, ad accreditarsi presso il pubblico dei consumatori più sprovveduti, come medicinali "che non fanno male, perché sono omeopatici".

Ricordiamo, quindi, che questo medicinale omeopatico, Arnigel Boiron, presenta gli stessi effetti indesiderati e le stesse controindicazioni di tutti gli altri farmaci che non sono qualificati come omeopatici e che contengono anch'essi tintura madre di arnica.  Esso è quindi controindicato nei confronti di chi, utilizzando semplicemente il buon senso, intenda prendersi cura della propria salute senza farsi condizionare da ingannevoli strategie pubblicitarie e di marketing.

Quello di fronte al quale ci troviamo è chiaramente un inganno nei confronti del consumatore. 

Innanzitutto, perché un gel allopatico come Arnigel Boiron viene qualificato come omeopatico quando il suo principio attivo agisce in maniera opposta a quelli che sono i principi dell'omeopatia.

 Secondo, perché in questo modo si induce a ritenere che questo gel, a differenza degli altri che contengono tintura madre di arnica ma non sono qualificati come medicinali omeopatici, sia del tutto innocuo. Naturalmente, queste considerazioni, piuttosto ovvie e incontestabili, non fanno mai breccia nella mente del consumatore che voglia a tutti i costi credere nell'omeopatia. 

Ci auguriamo, tuttavia, che piano piano, lasciando emergere le proprie capacità cognitive di ordine superiore, sempre più persone si rendano conto dell'inganno dell'omeopatia e affrontino finalmente la realtà per quella che è: l'omeopatia è una straordinaria operazione di marketing per vendere a caro prezzo prodotti inutili se non per il conforto psicologico che possono offrire. Si ricordi, infatti, che l'uso consapevole di un placebo implica una attività intenzionalmente ingannevole nei confronti di chi lo assume.

Si consideri, infatti, che, secondo il decreto legislativo del 24 aprile 2006, in base alla direttiva CEE in materia di specialità medicinali, il prodotto medicinale é definito “ogni sostanza o associazione di sostanze presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane, nonché ogni sostanza o associazione di sostanze che puo’ essere utilizzata o somministrata all’uomo allo scopo di rispristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un’azione farmacologica, immunologica o metabolica”.

Arnigel Boiron, quindi, viene qualificato come "medicinale omeopatico" ma al tempo stesso dichiara di non avere le caratteristiche del medicinale, sia perché l'azienda stessa dichiara che esso non ha proprietà terapeutiche, sia perché esso non ha evidentemente una azione "farmacologica, immunologica o metabolica". Quindi, la manipolazione delle menti deboli operata da quasi due secoli dall'omeopatia, fa sì che in farmacia si possa vendere un medicinale, qualificato come tale, ma che non ha le caratteristiche del medicinale, che viene venduto come farmaco contro i dolori articolari, ma che non ha una azione terapeutica riconosciuta e approvata contro di essi, e che oltretutto dovrebbe agire secondo il principio del simile, mentre agisce secondo il principio del contrario.

"Smontare", come qui si è fatto, una informazione a nostro parere illusoria e ingannevole, richiede un certo tempo, impegno, e una conoscenza della materia medica e del metodo scientifico che gli omeopati dovrebbero possedere, a differenza dei comuni cittadini. Il fatto che questo prodotto, come tutti i cosiddetti medicinali omeopatici, sia totalmente inutile come rimedio omeopatico e quindi soddisfi soltanto interessi economici e di lobby,e sia invece un prodotto fitoterapico, ma mascherato da omeopatico per apparire "privo di qualsiasi effetto collaterale e quindi somministrabile senza paura anche ai bambini , ci sembra un dato di fatto.  Tuttavia, la forza d'attrazione che esercita tutto ciò che e magico è più forte della razionalità, anche perché la prima non richiede sforzo né fatica, ma soltanto di abbandonarsi al suo richiamo. 

È quello su cui fanno affidamento gli omeopati da due secoli e su cui potranno fare affidamento ancora per molto tempo, perché esisteranno sempre persone psicologicamente deboli o vulnerabili in particolari circostanze della loro vita.